Adolfo Mattielli, pittore Soavese




Nato a Soave nel 1883 da modesta famiglia di mugnai, già fin dai primi anni di scuola manifestò una spiccata vocazione per la pittura. Frequentò la Scuola d’Arte e Mestieri di Verona e più tardi si iscrisse all’Accademia Cignaroli.

Mentre frequentava l’Accademia, s’ingegnava a casa a copiare dal vero. A Soave conobbe il pittore veneziano Guglielmo Talamini che lo invitò a perfezionarsi presso il suo studio di Venezia, dove rimase per un anno. Tornato a Soave, poco prima della nascita di Umberto di Savoia, Mattielli inviò un suo dipinto, raffigurante un putto addormentato, al re Vittorio Emanuele III, con l’augurio che il nascituro fosse un maschio. Il sovrano apprezzò molto il dipinto e accompagnò gli elogi con l’invio della somma di duecento lire. Cominciarono le committenze e la sua fama andò via via crescendo. Partecipò più volte alla Biennale di Venezia e molti suoi lavori vennero acquistati dal comune di Verona e di Venezia.

Nel 1914 realizzò uno studio tutto suo, ai piedi del Castello Scaligero, quella chiesetta gotica, che ancor oggi si incontra salendo al castello da piazza dell’Antenna. Scoppiata la Grande Guerra fu inviato a Lecco e lì, dove risiedeva il suo reggimento, organizzò una mostra personale che ricevette grande apprezzamenti: il comune acquistò una sua opera e a Milano fu scelto come membro della commissione aggiudicatrice dell’assegnazione del “Premio Principe Umberto”. Seguono altri riconoscimenti al suo valore di pittore: diviene membro della Giuria per l’accettazione delle opere all’Accademia di Brera, alla Permanente e in altri circoli artistici della città. In quel periodo per un caffè di Soave (adiacente all’attuale “Bar Mattielli”, in via Roma) esegue un grande pannello: “Baccanale”.

In quegli anni realizza opere di grande interesse a Verona, Venezia e Pisa, qui per incarico dell’allora rettore della Scuola Magistrale Superiore Giovanni Gentile. Nel 1924 si dedica definitivamente all’arte sacra; di quest’epoca gli affreschi della Parrocchiale di Soave e della chiesa di San Daniele di Lonigo.

Lungo è l’elenco dei dipinti sacri di Mattielli, a Soave già nel 1910 i quadri sulla Vergine miracolosa e in seguito l’affresco dell’Assunta al santuario della Bassanella, ma poi a Breganze, San Luca e Borgo Milano a Verona, Treviso, Trento, Udine, Ferrara, Roma, La Spezia.

Tra il 1925 e il 1960 Mattielli affrescò più di 50 chiese. Più che i grandi templi amava le piccole pievi nelle montagne trentine o nelle pianure venete.

Nel 1960 è a Soave dove torna a raffigurare bimbi, fanciulle, vecchi e l’amata vendemmia che è splendidamente rappresentata su grandi tele, due delle quali presso Villa Giavarina a Soave e una presso la Galleria d’Arte Moderna di Verona.

Colpito da paralisi, morì il 13 dicembre 1966. L’anno successivo il Comune di Soave gli dedicò una via dov’era la sua dimora; lì ancora oggi si legge una targa dettata dal poeta Fragiocondo: IN QUESTA DIMORA ADOLFO MATTIELLI RITRAEVA NELLE TELE LA POESIA DI SUA TERRA E DI SUA GENTE.

(Rielaborazione della biografia inserita in: Adolfo Mattielli, 1989 )