Antonio Zanella




Nato a Soave il 28 settembre 1806, dopo essersi brillantemente laureato in Ingegneria presso l’Università di Padova, esercitò la professione a partire dal 1830. Da tale anno fino alla sua morte ricoprì un ruolo di primo piano in Italia come studioso teorico e come realizzatore di rilevanti opere architettoniche e ingegneristiche, poiché unì al lavoro concreto anche una considerevole mole di pubblicazioni.
Rimase sempre molto legato al suo paese d’origine per il quale negli anni 1836-1838 seguì il restauro della chiesa di Santa Maria della Bassanella (purtroppo stravolgendo l’assetto preesistente) e in anni successivi progettò il Palazzo Municipale, le Carceri giudiziarie e la Caserma dei carabinieri. Esperto conoscitore di pittura e scultura, fu incaricato dal principe Giovannelli di progettare i lavori di restauro della chiesa di San Fermo a Lonigo. Fu l’ideatore del palazzo Frigotto, poi Creazzo, sempre a Lonigo.
Ma la sua fama è legata soprattutto all’ingegneria idraulica. Nel 1850 elaborò il “Piano di classificazione del Consorzio XIV Chiampo a sinistra, e XIII Guà a destra” a cui seguí nel 1857 l’altro piano per il “Guà a destra”.
L’opera in cui dimostrò la sua grandissima preparazione tecnica e alla quale è legato il suo nome fu la realizzazione della bonifica delle Valli Grandi Veronesi, una delle piú grandi bonifiche d’Italia, che egli diresse per oltre vent’anni a partire dal 1862. Questa vasta zona, denominata “Valli Grandi Veronesi ed Ostigliesi” cominciò a impaludarsi nel VI° secolo dopo la rotta dell’Adige all’altezza della Cucca (oggi Veronella) per trasformarsi definitivamente in un indissolubile intrico di acquitrini da quando Giovanni Acuto, condottiero di ventura al servizio dei Carraresi, nel 1387 per motivi bellici ordinò di tagliare la riva destra dell’Adige all’altezza di Castagnaro, inondando cosí le valli poste a meridione.
Tali lavori consistettero nella sistemazione del Canal Bianco, da Canda al sostegno Bosaro, lungo 26 chilometri; nell’escavazione e sistemazione del fiume Tartaro da Canda fino al Bastion San Michele, lungo chilometri 30,56; nell’escavazione nel seno della Valle di un’ampia fossa, detta Maestra, da Canda al Tregnon, lunga oltre 27 chilometri, oltrepassando il Bussé; nell’arginare la sinistra del Tartaro da Zelo al Bastion San Michele.
Lo Zanella concluse i lavori nel 1877 e rimase fino al 1881 a capo del Consorzio che doveva provvedere alla manutenzione di quell’opera che ricevette unanimi consensi.


    Ti potrebbe interessare: