CASTELLETTO – Chiesa di San Girolamo e Parrocchiale Maria Ausiliatrice




a cura di “Soave in Arte”

Sorge a sud del capoluogo, in posizione pianeggiante.
Prende il nome da un piccolo castello dell’alto Medio Evo. La sua importanza archeologica è data da una grande necropoli, da cui sono stati restituiti alla luce molti oggetti funerari. In epoca romana, Castelletto fu un “pagus”, e questa necropoli occupava l’area del cosiddetto “cumuleto”, su cui oggi sorgono la vecchia Parrocchiale di S. Gerolamo e quella nuova (XX sec) dedicata a Maria Ausiliatrice.
La chiesa di san Girolamo dei Gesuati è attestata fin dal 1492 con annesso ospedale per pellegrini e infermi. Alla soppressione dei Gesuati (XVII sec.) divenne oratorio di nobili famiglie per poi trasformarsi in rettoria e quindi in chiesa parrocchiale (1938). Dopo la costruzione della nuova parrocchiale, l’edificio conobbe un periodo di tale abbandono da compromettere l’intero complesso architettonico.
Grazie ai recenti restauri la piccola chiesa è tornata a recuperare le sue originarie linee architettoniche semplici e lineari, mentre è andata quasi del tutto distrutta la decorazione interna.
Sulla facciata si apre l’ingresso principale con portale decorato a ovuli, di fattura quattrocentesca; sopra il protiro, una piccola nicchia custodiva una statuina tufacea di san Girolamo, ora nella Chiesa parrocchiale, mentre sotto la nicchia un’iscrizione ricorda l’intervento edilizio operato nel 1838 dal possidente Giovanni Bertani per rendere l’edificio più ampio.
A completare l’esterno un ingresso laterale con scala a doppia rampa di gradini, e un piccolo campanile, le cui tre campane sono ora nella nuova Chiesa parrocchiale.
L’interno è ad unica navata con soffitto originariamente a botte. Nel presbiterio rimane l’altare marmoreo di fattura barocca che nel 1735 sostituì quello in legno, come attesta la scritta a retro del tabernacolo.
Quanto alle pitture, la più antica è una tela con” San Girolamo”, di autore ignoto, un tempo collocata nel coro, ora nella Chiesa parrocchiale.
Prima del restauro erano parzialmente visibili gli affreschi del pittore Adolfo Mattielli che nel 1924 realizzò nel catino absidale la “Ascensione”, opera del tutto perduta.
Il maestro soavese dipinse anche una pregevole “Sacra Famiglia di Nazareth”, conservata anche questa nella nuova chiesa parrocchiale XX sec. (1952) dedicata a Maria Ausiliatrice. La pianta è rettangolare con presbiterio rialzato con balaustra.