FITTA’ e la chiesa di S. Vincenzo Ferreri




a cura di “Soave in Arte”

È l’altra frazione di collina da cui si gode una superba vista della Val d’Alpone e della Pianura Padana. Oggi è rinomata per i suoi magnifici vigneti e per il vino eccellente che se ne trae. La coltura della vite, in queste zone, è documentata fin dal 1398 e si è fortemente evoluta nel tempo. Nel piccolo centro sorge la Parrocchiale dedicata a S. Vincenzo Ferreri.
La chiesa di Fittà nasce per volontà popolare verso la fine dell’800 sul luogo dove sorgeva un piccolo capitello recante l’immagine di San Vincenzo Ferreri, presso il quale era consuetudine celebrare quotidianamente la Santa Messa. Per volontà di Don Beniamino Fochesato, parroco di Castelcerino, e grazie alla generosa beneficenza della popolazione, quel luogo di pia religiosità divenne area di edificazione per la chiesa che, dedicata al Santo del capitello, venne inaugurata nel 1905 e trasformata in parrocchia nel 1930 sotto la guida pastorale di Don Nicola Modesti.
L’edificio a pianta rettangolare con spazio absidale aggiunto nel 1940, presenta un soffitto a cassettoni, opera dell’artigiano locale Guerrino Tregnaghi, arricchito da dipinti di un pittore veronese rifugiatosi a Fittà durante la seconda Guerra Mondiale; dello stesso artista sono anche i due riquadri nelle pareti laterali vicino all’ingresso, raffiguranti a sinistra la Crocifissione, a destra l’Ascensione. Nell’altare laterale, a sinistra, vi è una tela di Adolfo Mattielli che rappresenta la Madonna con Bambino tra San Vincenzo e Santa Rita.

Da testimonianze di Clorinda Maria Fochesato (1924) e da documentazione dell’archivio parrocchiale.