Francesco Morone




Allievo del padre Domenico ed emulo del condiscepolo Morando (il Cavazzola), fu un continuatore della tradizione della Scuola Veronese, pur sentendo anch’egli l’influsso degli innovatori, specie del veneziano Carpacci.
Francesco Morone ha saputo dare alla sua pittura un grado elevato di colorito e di grazia, per cui è stato collocato ad un livello superiore a quello del suo maestro.
Lavorò dapprima in collaborazione. Nel 1476 egli pone la sua firma accanto a quella del padre in una pala destinata al convento francescano di Arco. Poi procede solo; l’opera sua si perfeziona e si moltiplica così che tutte le chiese di Verona se ne adornano, come pure le pinacoteche e le gallerie d’Italia e del mondo.
Sua la Pala, commissionata dalla Confraternita di San Rocco, dipinta nel 1529 e posizionata originariamente sull’altare di quella chiesa (portata oggi nella chiesa parrocchiale per paura che potesse venire rubata).
Francesco Morone fu religiosissimo.Volle essere sepolto in abito francescano nella chiesa di San Bernardino, accanto al padre morto pochi anni prima