Giulio Camuzzoni




Nato a Verona, 20 agosto 1816 – Morto a Verona, 7 aprile 1897

È stato un politico e avvocato italiano, sindaco di Verona per 16 anni (dal 1867 al 1883).

Membro della colta borghesia liberale di Verona, era solito frequentare i salotti borghesi insieme ad altri illustri veronesi come Angelo Messedaglia e Aleardo Aleardi.

“Uomo di ingegno versatile, di forte volontà, attivissimo, colto”, egli ha saputo riassumere in sé, il senso profondo del rinnovamento che la sua epoca, nei vari campi della conoscenza e dell’agire umano, ha posto in essere.

Camuzzoni nasce nella Verona post napoleonica il 16 agosto 1816. Il clima che si respira è ancora quello della ventata a volte cruenta, a volte salutare, ricca di novità, che il giovane generale Napoleone ha portato, nel bene e nel male, in Europa. Tale scossone è servito senz’altro a ridestare le coscienze. La giovinezza, gli studi, gli ideali del Camuzzoni adolescente, studente, universitario, si sviluppano in clima di atte-sa, di ripensamento, di apertura. A 19 anni gli muore il padre di colera. Nonostante il grave lutto gli studi continueranno. Il 12 agosto 1841, a 25 anni, si laurea in legge. Preferisce a quella legale, per motivi familiari, la vita di amministratore e di conduttore dei beni agricoli nella sua proprietà della Valle zerpana. Il 1 aprile 1856 sposa Antonietta Panizzoni. Dopo la liberazione di Verona dal giogo austriaco si dedica interamente alla vita politica e all’amministrazione della città. Viene nominato nel novembre 1866 consigliere comunale di Verona.

Nel 1867, un anno dopo l’annessione di Verona al Regno d’Italia, diventa sindaco della città. La sua politica è subito all’insegna della scolarizzazione e dell’industrializzazione. Fa aprire nuove scuole portandole da 7 a 18 con un aumento degli alunni del 233%, e organizza lezioni serali agli adulti interamente pagate dal Comune.

Liberale e conservatore, Camuzzoni non ebbe paura della libertà in tutte le sue conquiste progressive, poiché vide appunto nella libertà, la garanzia più sicura per la conservazione degli ordini costituiti. Di lui a Verona rimane molto, anche se scarsamente riconosciuto.

Soave gli è debitore per il castello: Quando nel 1889 venne acquistato da Giulio Camuzzoni, primo sindaco di Verona dopo l’unificazione d’Italia, il castello di Soave si trovava in completo stato di abbandono. Giulio Camuzzoni effettuò il restauro per riportare il castello alle forme originarie che ancora oggi si possono ammirare.

Il Canale Camuzzoni: Per favorire lo sviluppo di Verona come città industriale, il sindaco Camuzzoni incarica nel 1872 l’ingegnere Enrico Carli di progettare un canale industriale che attraversi la periferia veronese. In quel momento la disoccupazione era molto forte e la costruzione avrebbe portato nuovo lavoro. Dopo soli 4 mesi il progetto viene terminato. Questo prevede la costruzione di un canale artificiale capace di generare 1250 cv di forza motrice a un costo di 500.000 lire di allora. Dopo un lungo dibattito interno al consiglio comunale, il progetto viene approvato nel 1874. Anche i lavori subiscono dei ritardi, dovuti soprattutto all’alluvione del 1882 che provoca ingenti danni alla città e le dimissioni dello stesso Camuzzoni. Nel 1885 il canale viene terminato con un costo di 3.000.000 di lire e nel 1887 viene reso operativo dopo 15 anni dall’inizio dei lavori. Nel frattempo però, l’industria manifatturiera inizia a fallire e il canale rimane completamente inutilizzato fino al 1889. Tornerà ad essere inutilizzato fino al 1920, quando le prime vere industrie si stabiliscono nella periferia sud di Verona. Queste sono le Cartiere Fedrigoni, il Cotonificio veneziano e i Mulini Consolaro