Il Soave




Forse si tratterà soltanto di un’arcana coincidenza ma mai come nel caso del Soave il nome di un vino ha espresso meglio la sua personalità enologica e la sua più intima identità di leggiadria, armonia, duttilità e freschezza.
Antichissime sono infatti le testimonianze della coltura della vite nella zona del Soave e grande è la fama di questo vino che accompagnò il cammino delle nostre genti fin dai tempi più remoti.

IL TERRITORIO
La zona di produzione del Soave – riconosciuta a denominazione di origine controllata (DOC) – comprende in tutto o in una parte i territori dei comuni di Soave, Monteforte d’Alpone, San Martino Buon Albergo, Lavagno, Mezzane, Caldiero, Colognola ai Colli, Illasi, Cazzano di Tramigna, San Bonifacio, Roncà, Montecchia di Crosara e S. Giovanni Ilarione.
L’uso della specificazione “CLASSICO”, in aggiunta alla denominazione “SOAVE” , è riservata al prodotto ottenuto da uve raccolte e vinificate nei territori dei comuni di Soave e Monteforte d’Alpone, nei quali si trova la zona originaria, detta “zona storica”.

L’UVA
I vitigni fondamentali per il Soave sono la Garganega e il Trebbiano di Soave.
La Garganega è uno dei più antichi vitigni italiani ma solo nel Soave ha dato risultati di indubbio valore. Il Trebbiano di Soave, storicamente molto presente nei vigneti, ha lasciato sempre più posto all’esuberanza della Garganega.

I VINI

SOAVE DOC: Può essere considerato il vino bianco italiano per eccellenza. E’ un vino essenziale e caratterizzato da una vibrante acidità. Dal punto di vista organolettico ha un colore delicato, un naso nitido ed uno sviluppo gustativo rapido ed appagante.

SOAVE CLASSICO: E’ senz’altro un vino bianco più complesso, ottenuto nella fascia collinare dei comuni di Soave e Monteforte d’Alpone. E’ ideale negli abbinamenti con i pesci di mare, i crostacei, con gli antipasti, le minestre ed in genere con le pietanze gustose e leggere, anche con le carni bianche.

SOAVE SUPERIORE DOCG: Nasce da un progetto più ambizioso, da una accurata selezione dei vigneti e delle uve, curando particolarmente l’evoluzione del vino in cantina. Questo è un bianco di valore assoluto dove il rapporto con il cibo diventa ideale con formaggi, uova e carni bianche fino ad arrivare al baccalà.

RECIOTO DI SOAVE DOCG: Nel 1998 è stato il primo vino veneto ad ottenere l’attribuzione della Denominazione di Origine Controllata e Garantita.
Il Recioto è però un vino di antichissima tradizione. L’esistenza nel territorio veronese di un vino bianco dolce, simile all’attuale Recioto di Soave, è testimoniata ancora nel V secolo, nella famosa epistola di Cassiodoro, dotto ministro di re Teodorico. Indicazioni più precise sulla preparazione del “Recioto” vengono riportate, nel settecento, dal marchese Scipione Maffei, il quale scrisse che:” il serbar l’uva fino a Dicembre, lo spremerla poi delicatamente nel gran freddo e riporre il mosto, senza metterla a bollire, conservandolo assai tempo prima di porvi mano, è pur quello che con l’istesso plauso facciamo ora onorandolo con il nome di “Santo”.
Il Recioto si ottiene dall’appassimento delle uve migliori “le recie”, parte alata del grappolo della Garganega, con gli acini più ricchi di zuccheri e meglio esposti al sole.
Con il nuovo disciplinare di produzione, il Recioto di Soave ha un profilo più complesso ed elaborato, diventando un grande vino da meditazione. Il colore è giallo brillante, il profumo complesso che ricorda il miele d’acacia con sfumature floreali, armonico, corposo e gradevolmente mandorlato.